Rilievi e tunnel

 

 

A seconda della tecnica utilizzata in partenza esistono diverse metodologie per affrontare il discorso rilievi e tunnel. Dalla costruzione a strati tramite polistirolo espanso o simili, a sistemi semi-prefabbricati alla costruzione di sezioni di montagna in legno. 
 
 

Nei miei primi plastici la ricerca del realismo non era il primo obiettivo. La totale assenza di segnali (costosi e poco 'divertenti') e la proporzione binari-scenario lo dimostravano. In compenso, nel plastico H0 oramai smontato da circa 15 anni, potevano circolare 7 treni contemporaneamente su circuiti completamente indipendenti: anche di una certa lunghezza. Qui, oltre ad utilizzare due plastici Noch prefabbricati, utilizzavamo piloni (in legno o ferro) o squadrette nel muro per 'rialzare' determinate tratte. Lo scenario era assente ma avremmo potuto implementarlo abbastanza facilmente. 

 
 
Il plastico H0 costruito nei primi anni del ventunesimo secolo aveva come base una griglia in legno su dei piedistalli. Il tracciato era sostenuto da aste in legno fissate alla griglia stessa. Il vantaggio di questo sistema è il notevole spazio che si crea sotto al paesaggio. Qui infatti è possibile cablare i cavi a proprio piacimento. Lo svantaggio principale è che, prima di consolidare il tutto con lo scenario, il percorso sostenuto solo da alcune assi può risultare poco stabile. Chiaramente dipende dal numero di 'piloni' e dal materiale che crea il percorso.
 
 
 
Il polistirolo espanso non mi ispira: oltre a non sembrare pratico la sua lavorazione comporta molti punti a sfavore. Il prezzo, il rumore e la struttura dei rilievi sono tre aspetti che mi hanno sempre fatto desistere all'idea di provare la tecnica.
 
 
Esistono anche sistemi 'prefabbricati', non le montagne in plastica ma cartone rinforzato o kit di aste (Noch) e giunti. Questi sistemi possono rivelarsi utili, tuttavia il fai da te porta di sicuro un risultato migliore (e anche più ammirevole, visto la mole di lavoro). 
 
 
La tecnica che utilizzo attualmente (usata per il momento sia sui due presepi che sul plastico in scala N) è la creazione di sezioni di montagna forate a dovere. Oltre a dare subito l'idea di come sarà il risultato offre il sostegno anche a parti di scenario. I tunnel devono essere ritagliati dalle sagome e dovranno essere costruiti con l'idea di inserire il piano del percorso. Con questa procedura si possono ottenere percorsi più stabili rispetto ai soli piloni, lo scenario ha già una forma da seguire e non viene intaccata la possibilità di agire da 'sotto il plastico'. La miglior scelta? Non so. Anche qui ci sono punti negativi e la 'scelta migliore' è qualcosa di personale: un plastico con pochi rilievi e mai attraversati dai binari porterà a scegliere, ad esempio, il polistirolo.
 
 
 

Per quanto riguarda i tunnel c'è ancora una considerazione per i neofiti (chi si dedica già all'hobby ha quasi sicuramente già esperienza in questo). Distinguiamo le gallerie lunghe da quelle corte con due semplici affermazioni:

- le gallerie corte sono quelle in cui riusciamo a raggiungere il centro della galleria con la mano accedendo dal portale.

- corte sono le gallerie lunghe meno di 2 vagoni grandi (in un convoglio di 2 vagoni lunghi, le estremità devono affacciarsi ai portali). 

La tratta di binari coperta, se corta, non comporta particolari problemi, invece ne possiamo riscontrare in quelle lunghe. I deragliamenti possono avvenire in qualsiasi momento: uno scambio mal posizionato, sporcizia tra i binari, un problema meccanico al vagone o alla locomotiva: e se capitasse all'interno del tunnel?

 
 
 
Con un metodo di costruzione ragionato ad evitare problemi si possono evitare grandi grattacapi. Il telaio a gliglia e la costruzione di rilievi cavi (tramite piloni o sezioni di montagna) possono lasciare spazio a sufficienza per raggiungere il tunnel da sotto al plastico. Problema risolto... o ... ? Effettivamente nasce la possibilità di un evento ancor più pericoloso. Con il metodo a pali e a sezione di montagna, i binari sono posizionati su assi in legno poco più larghe dei binari stessi: un deragliamento in un tunnel potrebbe causare la caduta del treno. 
 
 
 
Come risolvere? Ci sono molteplici possibilità: reti di protezione, mini parapetti,... ma se invece di risolvere semplicemente un problema prendessimo lo spunto per migliorare ulteriormente il risultato finale? Perchè non costruire le pareti del tunnel in legno decorato? in questo modo, guardando attraverso un portale, quando passano i fari di un treno, si vedranno le rocce proprio come in realtà!  L'unico accorgimento è che queste pareti devono essere facilmente removibili da sotto la struttura.
 
 
 Nota: le immagini in questa pagina non ritraggono le mie creazioni e non sono di mia proprietà.
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